Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 2026: la guida agli incentivi
Ecobonus, Bonus Casa o Conto Termico 3.0 nel 2026? Cosa coprono, chi ne ha diritto e i due fattori che decidono quanto torna: tetto di spesa e IRPEF. Calcola il tuo caso.
Hai una casa da efficientare, o un cliente che ti chiede "quanto mi torna indietro". La domanda è una sola: nel 2026, quale incentivo conviene davvero al tuo caso? Tre strumenti sono in campo — Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 — e ognuno parla una lingua diversa. Uno ti restituisce la spesa in dieci anni come sconto sulle tasse. Uno te la rimborsa in contanti, ma fino a un tetto. La scelta giusta dipende da chi sei, da cosa installi e da quanto effettivamente paghi di IRPEF. Questa guida mette ordine: cosa copre ciascun incentivo, chi ne ha diritto, e i due concetti che decidono tutto — il cap di costo e la capienza fiscale. Senza percentuali inventate: i numeri esatti dipendono dal tuo caso, e quelli te li calcoli alla fine.
Il quadro 2026 in tre righe
Nel 2026 il sistema degli incentivi si è semplificato rispetto agli anni del Superbonus. Tre strumenti restano in piedi, e si distinguono per come ti restituiscono la spesa.
Ecobonus e Bonus Casa sono detrazioni fiscali: lo Stato non ti dà soldi, ti riduce l'IRPEF dovuta, in dieci quote annuali. Il Conto Termico 3.0 è diverso — è un contributo erogato dal GSE, accreditato sul conto in tempi rapidi, non uno sconto sulle tasse. Il Superbonus 110% è chiuso a nuove richieste dal 31 dicembre 2025: sopravvive solo in casi sismici residui con pratiche già avviate. Per il resto, la partita 2026 si gioca su questi tre tavoli.
- •Ecobonus — detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica (pompa di calore, caldaia a condensazione, cappotto, infissi, solare termico)
- •Bonus Casa — detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia, dentro cui rientrano molti lavori che migliorano l'efficienza
- •Conto Termico 3.0 — contributo in conto capitale erogato dal GSE, per privati e Pubblica Amministrazione, su impianti a fonti rinnovabili e efficientamento
Ecobonus 2026: la detrazione che premia il salto energetico
L'Ecobonus copre gli interventi che migliorano la prestazione energetica dell'edificio: sostituzione del generatore con pompa di calore o caldaia a condensazione ad alta efficienza, isolamento dell'involucro, infissi a taglio termico, schermature solari, solare termico, building automation.
Nel 2026 l'aliquota dipende da un fattore preciso: l'immobile è la tua abitazione principale o no. La prima casa gode di un'aliquota più alta; gli altri immobili di una più bassa. Dal 2027 entrambe scendono di un gradino — quindi il 2026 è una finestra più favorevole di quella che arriva dopo. La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo, sottratte all'IRPEF anno per anno.
La regola d'oro: l'aliquota da sola non basta a sapere quanto rientri. Serve incrociarla con il tetto di spesa ammessa e con quanto IRPEF paghi davvero. È qui che entrano cap di costo e capienza fiscale, più avanti.
Bonus Casa 2026: la ristrutturazione che include l'efficienza
Il Bonus Casa è la detrazione per ristrutturazione edilizia. Non nasce per l'energia, ma molti interventi efficientanti vi rientrano — rifacimento impianti, opere murarie collegate, alcune sostituzioni di generatore — e spesso è l'alternativa o il complemento dell'Ecobonus.
Anche qui, nel 2026, l'aliquota distingue la prima casa dagli altri immobili, con lo stesso schema dell'Ecobonus e lo stesso step-down dal 2027. Il recupero avviene in dieci anni, sotto un tetto di spesa massima.
Quando un intervento può rientrare in entrambi, la scelta non è automatica: dipende dal tipo di lavoro, dal tetto di spesa più conveniente e dalla documentazione richiesta. Non si cumulano sullo stesso intervento — si sceglie quello che, sul tuo caso, restituisce di più.
Conto Termico 3.0: il contributo in cassa, ma a fondo limitato
Il Conto Termico 3.0 è la cosa più vicina a un rimborso in contanti. Il GSE eroga un contributo in conto capitale su impianti a fonti rinnovabili e interventi di efficientamento: pompe di calore, biomassa, solare termico, e — per la Pubblica Amministrazione — un perimetro più ampio. Per piccoli importi l'erogazione è rapida e in un'unica soluzione; non passa dall'IRPEF, quindi non dipende dalla tua capienza fiscale. Questo lo rende interessante per chi paga poche tasse — pensionati, redditi bassi, soggetti incapienti.
C'è però un vincolo strutturale da conoscere nel 2026: il fondo è a dotazione chiusa e fortemente impegnato. Le richieste hanno superato di molto le risorse disponibili (circa 1,3 miliardi richiesti su una dotazione vicina ai 900 milioni), tanto che lo sportello è stato sospeso a marzo 2026 e riaperto ad aprile con una rimodulazione che ha diviso le risorse tra Pubblica Amministrazione e soggetti privati. Tradotto: l'incentivo esiste ed è attivo, ma l'accettazione di nuove domande non è garantita. Chi punta sul Conto Termico deve muoversi presto e con la pratica pronta.
Cap di costo: il tetto che decide quanto è ammesso
Qui sta il primo concetto che separa chi calcola bene da chi stima a occhio. Ogni incentivo non rimborsa qualsiasi cifra tu spenda: rimborsa fino a un massimale di costo ammissibile, definito per tipo di intervento. È il cap di costo.
Funziona così: per una pompa di calore aria/acqua, per esempio, esiste un costo massimo riconosciuto per kW di potenza; per il cappotto, un costo massimo per metro quadro, che varia col materiale. Se la tua spesa reale sta sotto il cap, l'incentivo lavora sull'intera spesa. Se la supera, l'eccedenza è a tuo carico — l'incentivo si ferma al tetto.
Ecco perché "l'aliquota è alta" non risponde mai alla domanda da solo. Prendiamo un'aliquota del 50% — quella della prima casa nel 2026: si applica alla spesa ammessa entro il cap, non alla spesa che hai sostenuto. Conoscere il cap del tuo intervento — il €/kW della pompa, il €/m² del cappotto — è ciò che trasforma una percentuale astratta in una cifra reale. I massimali esatti dipendono dall'intervento, dalla potenza, dal materiale e dall'anno: sono dati pubblicati, non da inventare.
Capienza fiscale: il vincolo silenzioso delle detrazioni
Il secondo concetto è quello che manda a vuoto più detrazioni di quante si creda. Ecobonus e Bonus Casa non ti danno denaro: ti riducono l'IRPEF che devi. Ma puoi sottrarre solo fino a quanto IRPEF paghi davvero. Questa è la capienza fiscale.
Esempio concreto, senza numeri inventati: se la tua quota annua di detrazione è più alta dell'IRPEF che versi quell'anno, la parte in eccesso si perde. Non si riporta agli anni successivi, non diventa credito, non torna in contanti. Per un pensionato con IRPEF bassa, o per chi ha già altre detrazioni che azzerano l'imposta, una detrazione generosa sulla carta può valere molto meno nella realtà — o nulla.
È esattamente il punto in cui il Conto Termico cambia la partita: essendo un contributo erogato, non un'imposta sottratta, non ha questo problema. Per un soggetto a bassa capienza, un incentivo "più piccolo" ma incassato batte una detrazione "più grande" ma inutilizzabile. La scelta giusta dipende da chi sei, prima ancora che da cosa installi.
Come capire il tuo caso: dalla regola al numero
Mettendo insieme i pezzi, la decisione segue una catena chiara. Primo: che immobile è — prima casa o altro? Questo fissa l'aliquota delle detrazioni. Secondo: che intervento fai, e qual è il suo cap di costo? Questo dice fino a che spesa l'incentivo lavora. Terzo: quanta IRPEF paghi? Questo dice se una detrazione ti serve davvero o se conviene puntare su un contributo erogato. Quarto: il fondo del Conto Termico è ancora aperto per il tuo profilo, e la pratica è pronta in tempo?
Nessuno di questi passaggi si risolve con una percentuale memorizzata: si risolvono incrociando l'aliquota dell'anno, il massimale dell'intervento, la tua capienza e lo stato del fondo — sul tuo caso specifico, con i tuoi metri quadri, la tua potenza, il tuo reddito.
È il lavoro che ThermoThunder fa al posto tuo, al sopralluogo, in cinque minuti. Il risolutore incentivi tiene insieme Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 con le aliquote anno-dipendenti, verifica il cap di costo dell'intervento e avvisa quando la detrazione rischia di sforare la capienza fiscale. Il risultato è la spesa chiavi in mano, il risparmio annuo in bolletta e il valore aggiunto della casa — i tre numeri che il cliente capisce, in euro, sul tavolo. Il mestiere resta tuo; la traduzione in numeri la mettiamo noi.
Domande frequenti
Posso cumulare Ecobonus e Conto Termico 3.0 sullo stesso intervento?
No: sullo stesso intervento si sceglie un solo incentivo, non si sommano. Ecobonus e Bonus Casa sono detrazioni fiscali in dieci anni; il Conto Termico 3.0 è un contributo erogato dal GSE. La scelta dipende dal tuo caso — tipo di intervento, tetto di spesa più conveniente e, soprattutto, dalla tua capienza fiscale. ThermoThunder confronta gli scenari e ti dice quale rende di più sul tuo specifico intervento.
Conviene di più una detrazione o il Conto Termico?
Dipende da quanta IRPEF paghi. Una detrazione vale solo fino alla tua capienza fiscale: se versi poca imposta, la parte eccedente si perde e non si recupera. Il Conto Termico è un contributo in cassa, non legato all'imposta, quindi non ha questo limite — è spesso la scelta migliore per pensionati, redditi bassi e soggetti incapienti. Per chi ha IRPEF capiente, una detrazione può rendere di più. Il numero esatto va calcolato sul caso.
Il Superbonus 110% esiste ancora nel 2026?
No, per le nuove richieste è chiuso dal 31 dicembre 2025. Sopravvive solo in situazioni residue legate a edifici in zona sismica colpiti da eventi, con pratiche già avviate negli anni precedenti. Per chi parte oggi con un intervento di efficientamento, la partita 2026 si gioca su Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0.
Che cos'è il cap di costo e perché conta più dell'aliquota?
Il cap di costo è il tetto massimo di spesa che l'incentivo riconosce per ogni tipo di intervento — per esempio un costo massimo per kW sulla pompa di calore, o per metro quadro sul cappotto. L'aliquota si applica alla spesa ammessa entro quel tetto, non alla cifra che hai sostenuto. Per questo l'aliquota da sola non basta: serve incrociarla col cap dell'intervento per sapere quanto rientri davvero.
Come faccio a sapere quanto mi torna indietro sul mio caso preciso?
Il ritorno reale nasce dall'incrocio di quattro variabili: tipo di immobile (prima casa o altro), intervento e suo cap di costo, la tua capienza fiscale, e lo stato del fondo per il Conto Termico. Nessuna percentuale memorizzata risponde da sola. ThermoThunder calcola il tuo caso specifico al sopralluogo: spesa, incentivo applicabile, risparmio in bolletta e valore aggiunto della casa, tutto in euro e tracciato alla fonte normativa.